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Arroganza: l’arte dei mediocri di chi vuole ma non può

L’arroganza è tra i comportamenti umani più fastidiosi. Quotidianamente l’arrogante si aggira sgomitando tra la folla con la pretesa di essere il migliore. Procede calpestando gli altri e alla minima lamentela risponde sdegnato:

Lei non sa chi sono io!

Purtroppo, almeno una volta nella vita, tutti siamo stati travolti da questa affermazione arrogante e dentro di sé ognuno ha pensato: sicuramente un deficiente!

Ma procediamo per gradi. Se ti interessa saperne di più sull’arroganza seguimi!

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Arroganza

Arroganza: vedo, voglio, comando

L’arroganza è una forma di insolenza e prepotenza messa in atto da chi, sentendosi superiore agli altri, tende con il suo comportamento sprezzante e a tratti violento, affermare il proprio potere personale.

L’arrogante non è esclusivamente un soggetto maleducato ma è una persona che volutamente fa pesare la propria condizione.

Gli arroganti spesso, per motivi personali e/o professionali, godono di un riconosciuto prestigio sociale e ne abusano regolarmente.

Avrai sicuramente riconosciuto l’attore Antonio Albanese che interpreta Cetto La Qualunque nei bellissimi quanto amari film: Qualunquemente (2011) e Tutto tutto niente niente (2012) diretti da Giulio Manfredonia.

L’arrogante non pensa, giudica

“Pensare è molto difficile, per questo la maggior parte della gente giudica.

La riflessione richiede tempo, perciò chi riflette già per questo non ha modo di esprimere continuamente giudizi. Carl Gustav Jung” Marco Monzani – Manuale di criminologia

Spinto dall’arroganza e dalla presunzione, l’arrogante tende a confondere i giudizi di realtà con i propri pregiudizi, colmando le lacune con atteggiamenti di superiorità mascherati da falsa modestia.

Spesso sorride, di quel sorriso freddo che scopre i denti senza gioia negli occhi.

Il peggio del peggio avviene quando una persona arrogante si trova in una posizione di potere.

Arroganza e intelligenza

In realtà più una persona è intelligente, bada bene, non dico istruita ma intelligente, più riesce a mettere le altre persone a proprio agio senza fare differenze di alcun genere.

In particolare tutti coloro che operano nel sociale, nel mondo dell’educazione e dell’istruzione, sono chiamati a lasciare da parte ogni forma di arroganza per riconoscere nell’altro prima di tutto una persona.

Nello stesso modo, chi si occupa della gestione e cura del bene comune ha il dovere, oltre che il potere, di gestire e amministrare il bene di tutti con onestà, competenza e disponibilità senza cedere all’avidità.

Bene comune patrimonio di tutti o per la vana gloria di pochi?

Non volendo fare di tutta l’erba un fascio, la crisi contemporanea che prima di economica è una crisi valoriale, ha reso manifesto un cambiamento epocale dove tutto si sta trasformando e nulla tornerà più come prima.

In un clima sociale incerto e mutevole, l’arroganza produce una malattia pericolosa: il culto della personalità che sta alla base di ogni negazione della libertà, della democrazia e prosocialità.

Sono certa che se ognuno di noi, nella sua quotidianità, affrontasse la propria ignavia e si assumesse la responsabilità di pensare ed agire in modo prosociale, il mondo diventerebbe per tutti un luogo bellissimo in cui vivere.

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