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Eraclito: fluire nell’esistenza come un fiume che scorre

Eraclito mi ha sempre affascinato. Il suo pensiero si rifà al concetto dell’impermanenza. Me lo figuro con lo sguardo fisso all’orizzonte pronto a cogliere ogni lieve brezza messaggera di un imminente cambiamento.

In contrasto con il concetto dell’essere descritto da Parmenide, dove tutto ciò che è può solo essere e tutto ciò che non è non può essere, il pensiero di Eraclito si fa fluido, lasciando spazio alla possibilità, all’incertezza.

Eraclito non ti vuole dare certezze, ti vuole rendere liquido, aperto, in movimento, pronto per vivere e imparare da ogni cambiamento che la vita inevitabilmente porta con sé.

Lasciati guidare dalle sue parole e attraverso di esse apri la tua mente e  il tuo spirito.

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La vita è simile ad un fiume che scorre

Eraclito: panta rei … tutto scorre … tutto passa

Panta rei, questo celebre aforisma racchiude in sé la visione filosofica di Eraclito di Efeso, nato e vissuto presumibilmente intorno al 540 AC.

In un clima politicamente antidemocratico, Eraclito vive quotidianamente intorno a sé il contrasto tra gli opposti:

  • Uomini e dei
  • Tempio e città
  • Sapere e potere

Il filosofo sottolinea la transitorietà dell’esistenza, l’impermanenza di tutto ciò che è e che ben presto non sarà più.

Eraclito esalta la vitalità insita in ogni contraddizione tra gli opposti. Descrive la vita nella sua mutevolezza, nel suo essere possibilità di essere tutto e il suo contrario.

Contraddizione, divenire, mutamento

“Non si può discendere due volte nel medesimo fiume e non si può toccare due volte una sostanza mortale nel medesimo stato, ma a causa dell’impetuosità e della velocità del mutamento essa si disperde e si raccoglie, viene e va”

L’esistenza per perpetuarsi è una lotta, una guerra di tutti contro tutti. I momenti di pace non sono altro che fragili equilibri che si creano tra forze opposte. In natura, l’armonia è garantita dal contrasto tra gli elementi: fuoco, acqua, aria, terra.

Il fuoco che viene spento dall’acqua ma esaltato dal vento. La terra in equilibrio grazie alle leggi della natura ma tanto fragile da essere sconvolta da una tempesta, un vulcano, un terremoto.

Su questo pianeta vivono gli uomini organizzati in società che affondano le proprie radici nella continua lotta per il potere.

In opposizione alla visione dualista della realtà che distingue nettamente l’essere dal divenire, Eraclito fonda la propria visione filosofica ispirandosi alla razionalità dialettica dove la contrapposizione crea i fattori necessari all’esistenza.

Eraclito con i suoi occhi profondi è un attento osservatore del tempo e della storia umana.

Egli comprende perfettamente che i grandi cambiamenti nascono attraversando lunghi periodi oscuri, dove il rumore delle armi copre ogni forma di pensiero razionale e prosociale.

La verità è dentro di te

“Tutto scorre come un fiume”

Eraclito sottolinea come nell’animo del saggio domina la consapevolezza che la verità non va ricercata all’esterno ma dentro di sé.

In polemica con la scuola Pitagorica che ricerca la verità nello studio degli astri, nell’armonia musicale e nei numeri, Eraclito ricerca la verità dentro di sé ispirandosi all’oracolo delfico che tanto caro sarà a Socrate.

La visione di Eraclito è un invito a guardarsi dentro non fermandosi in superficie. Un incoraggiamento per comprendere gli opposti, vivendoli nei loro contrasti più profondi, ricercando l’ordine nel caos. 

Il nostro pensatore sa bene che è proprio dalla guerra di tutti contro tutti che nasce l’equilibrio, l’armonia.

Gli opposti in perenne lotta tra loro, sono frammenti di un’unica realtà.

Solo grazie alla contrapposizione degli opposti è possibile conoscere e comprendere il reale nella sua dimensione fisica che metafisica:

  • Il giorno e la notte
  • Il caldo e il freddo
  • Il secco e l’umido
  • Il giusto e l’ingiusto
  • Il bene e il male

Eraclito ispirandosi alla scuola di Mileto, vede nella contrapposizione degli opposti il principio universale fondante la realtà.

Il concetto filosofico che governa la nostra fragile esistenza corrisponde al logos: tutto muta per rimanere identico.

In questo si può intravedere il principio gnoseologico ed etico che riconosce nella contrapposizione degli opposti l’unitarietà della verità: la verità è una e si esprime in molteplici forme.

Fraintendimenti

Diversamente, nella morale ispirata al senso comune predomina, meno saggiamente, il principio magistralmente descritto dal principe di Salina nel romanzo Il gattopardo (1958) di Giuseppe Tomasi di Lampedusa:

“Tutto cambia affinché nulla cambi”.

All’ascoltare queste parole che infangano il concetto stesso dell’etica, mi scende una profonda desolazione nel cuore e ti immagino, amato filosofo, mentre il tuo sguardo si perde all’orizzonte … esse negano alla possibilità stessa di essere, il divenire, il trasformarsi da potenza in atto.

Eraclito un’anima bella sempre attuale

Ringraziando gli Dei, ci sono anime che non si perdono di spirito e forte della propria visione, Eraclito ti invita a seguire la legge del divenire, prendendo coscienza di ciò che sei fluendo nella tua vita come l’acqua di un fiume.

Se come me sei innamorato della fluidità esistenziale descritta da Eraclito ti chiedo di condividere questo mio articolo e di lasciarmi un tuo commento prima di tuffarti nella vita con leggerezza di spirito.

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12 Commenti

  1. Che bellissima lettura, grazie.
    Stavo documentandomi sui fiumi, sono un medico cantautore e sono arrivate al Suo articolo.
    E mi ci sono addentrata.
    Grazie ancora
    Guia

    1. Grazie Guia per le tue parole e trovo meraviglioso se in qualche modo sono stata utile ad un medico cantautore che oltre al corpo sa curare l’anima. Ancora grazie di tutto cuore

  2. Forse se avessi avuto degli insegnanti di filosofia così amanti della materia… chissa… chi può dirlo… probabilmente non ho capito neppure cos’è la filosofia al liceo… un bell’articolo! 🙂 brava!!!

    1. Grazie Salvatore la filosofia è da sempre il mio amore grande e ogni parola dei miei autori, come mi piace chiamarli, è un sussurro di gioia al cuore. Sono contenta se ti sono stata utile e credimi per innamorarsi della filosofia c’è sempre tempo. Un abbraccio Donata

  3. Ciao Donata! Bellissimo articolo mi è servito molto. Mi sono imbattuta nell’aforisma di Eraclito leggendo Kundera. E volevo approfondire il tema. Lui lo accosta al simbolismo di un oggetto che scatena incomprensione con l’amante di una delle protagoniste. Cambia il fiume semantico legato all’oggetto.
    Grazie mille! E buona giornata!

    1. Ciao Veronica le tue parole mi riempiono il cuore di gioia e mi fa particolarmente piacere il legame con Milan Kundera uno dei miei autori contemporanei preferito. Ti abbraccio Donata

  4. Grazie Donata per questo tuo scritto, ha aiutato mio figlio nell’approccio allo studio di filosofia che per lui ‘non serve a niente’, almeno ha iniziato a porsi delle domande, forse, a breve, vorrà cercare delle risposte.

    1. Grazie Milly le tue parole sono balsamo profumato per chi come me della filosofia ha fatto la proprio vita. In fondo è a questo che serve studiare filosofia a porsi delle domande … vedrai presto tuo figlio si lascerà coinvolgere dal pensiero critico dei filosofi e allora tutto cambierà. Grazie ancora

  5. Articolo davvero MOLTO interessante e di piacevole lettura! Oggi grazie a Lei e grazie al mio amico Matteo che mi ha suggerito questa lettura ho imparato una cosa nuova! Grazie ancora e complimenti!!!

  6. Complimenti per l’articolo. A volte il fatto stesso di non sapere cosa fare crea un senso di repressione proprio perché non sappiamo come sperimentarci. L’insoddisfazione nei confronti di se stessi deriva dalla difficoltà a trasporsi all’interno di un orizzonte di prassi concreta. Da cosa deriva, d’altronde, la solitudine del filosofo se non dalla mancanza di un compito che lo leghi agli altri individui?

    1. Grazie Edoardo per le tue riflessioni preziose. Questo senso di solitudine che descrivi a tratti è illuminante ma ci sono giorni in cui morde e proprio in quei giorni per uscirne il filosofare diviene essenziale

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