Il consorzio umano nasce dalla comprensione di sé
Come nasce un consorzio umano? In quale momento della propria evoluzione gli uomini sentono la necessità di unirsi tra loro e condividere esperienze e risorse fisiche e metafisiche?
Qual è la motivazione profonda che ci spinge l’uno verso l’altro?
Proviamo a riflettere insieme sulla nascita della società grazie alla guida preziosa di un filosofo a me particolarmente caro: Thomas Hobbes.

Ogni consorzio umano nasce dalla necessità di vivere in sicurezza
Immagina la paura dei primi uomini che suddivisi in piccoli gruppi si trovano come gettati in balia dell’esistenza, dispersi in un mondo selvaggio e inospitale dove vige la lotta di tutti contro tutti per sopravvivere.
Ben presto avranno capito che l’unione fa la forza e permette di difendersi dai pericoli circostanti.
Questi gruppi saranno stati costituiti da persone diverse, piccoli microcosmi dotati di una propria intelligenza, logica ed emotiva, proprie aspirazioni se pur primitive e un’incredibile volontà di sopravvivenza in un macrocosmo non facile ma bellissimo nel mistero che racchiude in sé.
Guidati dalle proprie emozioni primarie: appetito, desiderio, amore, avversione, odio, gioia, scoramento, si muovevano grazie alle proprie pulsioni primitive, conati irresistibili, seguendo i propri desideri e le proprie avversioni.
Grazie ai propri cinque sensi avranno imparato a conoscere il mondo che li circondava, le loro sensazioni si saranno fatte di giorno in giorno sempre più sensibili alimentando le qualità cognitive e l’immaginazione che ben presto si saranno trasformate in memorie, esperienze, utili per la comunità che sentendosi più sicura avrà iniziato ad espandersi.
Nella propria evoluzione gli uomini creano uno strumento comune per comunicare tra loro, il linguaggio che va arricchendosi ed articolandosi, dai primi suoni gutturali a parole di senso compiuto indicanti la realtà sino ad elevarsi a discorsi e condivisioni immaginative.
L’atto del denominare è universale, creativo, in sé e per sé
Homo homini lupus
Thomas Hobbes (1588-1679) nella sua opera Leviatano ci guida nel passaggio dallo stato di natura dove l’uomo vive allo stato selvaggio in completa anarchia, in perenne lotta gli uni con gli altri, allo stato civile dove per convenzione l’uomo cede la propria libertà assoluta allo Stato che ha il compito di garantirne la sicurezza con tutti i mezzi.
Secondo l’autore l’unica forma di governo efficace a tal fine è la monarchia assoluta dove il potere è nelle mani di una sola persona: il monarca che ha il dovere di agire in modo risoluto per garantire alla collettività dei sudditi i seguenti diritti fondamentali:
- Vita
- Sicurezza
- Proprietà privata
- Difesa da eventuali aggressori esterni
- Servizi necessari al mantenimento del bene comune
Felicità: “Tranquillità dello spirito”
Cos’è la vita? L’esistenza è un movimento tra desideri e timori fondati sulle sensazioni.
La volontà: si manifesta come atto del volere ciò che è meglio per sé in piena scienza e coscienza.
Il giudizio è una proposizione risolutiva e finale corrispondente al senso di realtà che guida ognuno di noi nella risoluzione efficace dei problemi.
Il dubbio è una catena di alterne opinioni, di ipotesi da verificare oggettivamente per la risoluzione efficace delle difficoltà.
I limiti dell’umanità sono la paura e l’ignoranza amplificati dallo stato di natura dove prevale la guerra di tutti contro tutti e gli uomini vivono in assoluto stato di pericolo.
La libertà è manifestazione assoluta della propria volontà. Nel passaggio dallo stato di natura allo stato civile gli uomini cedono al monarca la propria libertà a garanzia della salvaguardia dei propri diritti fondamentali.
I fondamenti dello stato civile
“Bene e male sono nomi che significano nostri appetiti e nostre avversioni”
L’appetito più forte è il bisogno di sicurezza che porta alla pace insita nello stato civile mentre l’avversione più grande è la paura, l’insicurezza che porta alla guerra di tutti contro tutti nello stato di natura.
La pace è salvaguardia di sé e dei propri beni grazie alla sottoscrizione di un contratto per la creazione di un organismo artificiale: lo Stato.
Grazie alla creazione dello Stato civile l’uomo può uscire dallo stato di natura ed assicurarsi pace e difesa.
Thomas Hobbes definisce la guerra come la massima espressione dell’invidia e dell’odio che nello stato di natura vede prevalere la legge del più forte.
Proprio perché allo stato naturale l’uomo è lupo per gli altri uomini è necessaria la creazione di uno stato civile forte che garantisca a tutti pace e sicurezza.
Come mantenere la sicurezza interna dello stato civile: cenni di criminologia
La modernità di Thomas Hobbes è racchiusa nella sua capacità di analizzare lucidamente la società in cui vive e nelle pagine del suo Leviatano vi sono molti accenni alla gestione del crimine che anticipano la moderna criminologia.
Nello specifico vengono definite la criminogenesi e la criminodinamica.
La criminogenesi viene definita come la motivazione che porta all’ideazione di un crimine e la criminodinamica è definita come l’insieme di pensieri per l’organizzazione di un reato: ideazione, pianificazione e progettazione per realizzare il crimine.
I crimini vengono catalogati in base alle seguenti caratteristiche:
- In funzione della malvagità del movente o causa
- In base alla contagiosità dell’esempio
- Attraverso l’analisi e la valutazione del danno provocato
- In merito alle particolari coincidenze di tempi, luoghi e persone
In conclusione
“Meglio cura i propri affari chi si avvale di molti e prudenti consiglieri e interroga ciascuno di essi separatamente secondo le rispettive competenze.
Ancora meglio fa chi usa soltanto il proprio giudizio come colui che non si serve affatto di alcun secondo”
Guardando alla storia dell’umanità il dilemma è sempre lo stesso: il consorzio umano nasce dal bisogno di sicurezza o da una naturale socievolezza che si fonda sull’empatia e sulla fiducia reciproca?
L’evoluzione dell’uomo ci rende sempre più difficile trovare la risposta a questo quesito e ancora se ne parla e se ne discute e si continuerà a farlo …
Lascio a te mio caro lettore il compito di interrogarti e di trovare le tue risposte in base alla tua esperienza esistenziale.
Se hai trovato utile questo articolo ti chiedo di condividerlo e di lasciarmi una tua riflessione.
Inoltre ti lascio il link a questo video: Il consorzio umano: necessità o spontanea socievolezza?
