golosità

Ingordigia: perdere se stessi in un pozzo senza fondo

L’ingordigia tra i vizi capitali appare il più lieve. Chi tra noi non si è mai abbandonato ai piaceri della tavola?

Chi in un momento di infelicità non ha trovato conforto in una pietanza preferita o in fondo ad un bicchiere di vino?

Alla fine del banchetto però ti trovi lì, abbandonato sul divano e ti senti scoppiare, la testa che gira, il sudore freddo che ti corre lungo la schiena, solo e impaurito.

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Ingordigia

Ingordigia: indulgere nei peccati di gola

L’ingordigia è l’abbandono di sé ai piaceri della tavola. Un lasciarsi andare smodato sino a perdere la propria dignità, fagocitando cibo, bevande, emozioni, senza neppure assaporarne il gusto.

Dante Alighieri, nella sua Divina Commedia, Canto VI dell’Inferno, descrive la pena straziante alla quale gli ingordi sono eternamente condannati.

“Piova eterna, maledetta, fredda e greve”

Così parla Ciacco, nel fango, inveendo contro Firenze, golosa, superba, invidiosa, avara.

Nel cerchio degli ingordi le anime sono ombre leggere, giacciono per terra nel fango, esposte alla pioggia eterna, tormentate dalla crudeltà di Cerbero, famelico cane a tre teste.

Le loro grida disperate si alzano verso il cielo, sordo, indifferente e si confondono ai latrati bestiali del cane infernale.

Un bisogno incessante di riempire un vuoto profondo

La golosità non lascia tregua, ti porta a mangiare, mangiare e mangiare ancora, nel vano tentativo di riempire quel vuoto esistenziale che ad ogni boccone si fa più profondo.

Goloso di vita ti rimpinzi incessantemente di cibo, bevande, parole, esperienze. Più ti ingozzi più solo ti senti, disperatamente solo e vuoto.

L’ingordigia non ha nulla a che fare con le labbra umide di quando eri bambino e mangiavi avidamente, stringendo tra le tenere mani, una striscia di liquirizia morbida, profumata, invitante.

L’ingordigia è un vizio pericoloso che può portare a seri e pericolosi disturbi alimentari, fisici e psicologici, dannosissimi per la salute dell’uomo.

Ingozzarsi sino a scoppiare

“Vogliamo pace, mangiare alla luce e cagare al buio!

Vomita mangia, vomita mangia, vomita mangia, vomita mangia, vomita mangia” Horror fast food – Rancore e DJ Myke

Provo un’assoluta compassione per gli ingordi, per tutti coloro che ricercano nella materialità la possibilità di compensare un vuoto che più si tenta di riempire più grandeggia.

Vorrei tendere la mano a quelle anime tristi, riportarle alla gioia di vivere, di immaginare, di credere nella vita, nella bellezza, in se stesse.

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