filosofia - le figure dello spirito

Le figure dello spirito: la filosofia ti aiuta a comprendere chi sei

Le figure dello spirito create da Friedrich Hegel nella sua opera Fenomenologia dello spirito sono uno strumento utilissimo per iniziare un viaggio affascinante dentro te stesso per conoscere più intimamente la tua anima.

Se spesso hai la sensazione di non comprenderti fino in fondo sono certa che questo articolo fa al caso tuo.

La filosofia è un potente mezzo per conoscere se stessi e vivere felici.

Seguimi andiamo ad iniziare!

filosofia - le figure dello spirito
Per ascendere nelle profondità dello spirito ci vuole pazienza e disciplina

Le figure dello spirito: bellezza, consapevolezza, razionalità

Figure e prodotti dello spirito.

Questo movimento dialettico che la coscienza esercita in lei stessa, – e nel suo sapere e nel suo oggetto,- in quanto gliene sorge il nuovo vero oggetto, è propriamente ciò che dicesi esperienza

Friedrich Hegel (1770-1831) nell’opera Fenomenologia dello spirito, descrive il cammino che la coscienza compie per comprendere se stessa, la realtà in cui è immersa e lo spirito assoluto.

Il viaggio della coscienza è un processo dialettico in 3 momenti:

Tesi: Idea in sé. Io

Antitesi: Idea fuori di sé (natura). Non-Io

Sintesi: Idea in sé e per sé (spirito assoluto). Lo spirito assoluto si manifesta attraverso questi 3 ambiti conoscitivi:

  1. Arte
  2. Religione
  3. Filosofia

Prima figura dello spirito: la coscienza, lo spirito soggettivo

Lo spirito soggettivo si manifesta nell’interiorizzazione della propria corporeità.

Le figure che lo rappresentano sono: l’anima infelice e l’anima bella.

La coscienza infelice è la coscienza di sé come dell’essenza duplicata e ancora del tutto impigliata nella contraddizione

L’anima infelice anela alla perfezione, consapevole che la perfezione non è possibile.

In questa mancata accettazione della realtà, l’anima si dispera e si sente sola, disperatamente sola in questo mondo che sente ostile.

L’anima bella è intrappolata nella sua incapacità di affrontare il mondo fattuale per paura di: “macchiare con l’azione” la sua purezza.

In questa lucida purezza dei suoi momenti, un’infelice anima bella, come la si suol chiamare, arde consumandosi in se stessa e dilegua qual vana caligine che si dissolve nell’aria

Quest’essenza di puro spirito deve elaborare il lutto per la propria mortalità.

L’anima ha compreso di non essere una natura angelica, ha compreso che non può rifiutarsi di crescere e di cambiare, ha compreso di essere umana con tutte le possibilità e i limiti che questo comporta.

L’anima bella è tale perché nella sua imperfezione anela alla perfezione diventando creativa.

Seconda figura dello spirito: l’autocoscienza, lo spirito oggettivo

Quando si parla di spirito oggettivo si parla di autocoscienza e libertà.

L’autocoscienza prende la vita a quel modo che viene colto un frutto maturo, verso il quale si stende la mano proprio mentr’esso par che si offra

Essere coscienti di sé significa essere pienamente  consapevoli delle proprie luci e delle proprie ombre.

La bellezza e la voglia di vivere si esprimono alla massima potenza e si manifestano nell’opera incessante della prosocialità.

Tale spirito si realizza nelle istituzioni che della libertà sono garanti:

  • Famiglia: pietra fondante della collettività.
  • Società: luogo dove ogni essere umano ha il potere di esprime liberamente se stesso senza creare danno agli altri.
  • Stato: ente responsabile della legalità, della sicurezza e della felicità dei suoi cittadini.

Terza figura dello spirito: la ragione, lo spirito assoluto

Lo Spirito Assoluto è: “Il contenuto della rappresentazione” è quindi atto, realtà manifesta.

Le figure dello spirito si attualizzano attraverso le seguenti manifestazioni:

Arte: come intuizione sensibile che si manifesta nell’estetica e nella contemplazione del bello.

Fede: come manifestazione della spiritualità, rappresentazione interiore dell’assoluto.

Filosofia: come concetto puro, ragione, libero pensiero.

Giunta sin qui, anima bella, ora poniti due domande:

  1. Cosa ti rende felice?
  2. Come puoi realizzare la tua felicità?

Con tutto l’amore che possiedo, perché non dimenticarlo mai, la filosofia è amore per il sapere, ti invito ad esercitare in modo critico e creativo l’atto del pensare che esprime in questa facoltà la tua più intima soggettività:

  • I soliloqui che vivi costantemente in te stesso
  • Il pensiero come idea pura, universalità oggettiva, nell’atto stesso di farsi ideazione

Ogni idea, ogni pensiero, ogni riflessione, ogni meditazione, è la possibilità di aprire nuove porte per fare scelte consapevoli, per liberarti dai condizionamenti che tanto avvelenano la tua esistenza.

Renditi pienamente libero e responsabile di ciò che pensi e che attualizzi attraverso la realizzazione delle tue intuizioni, delle tue idee, dei tuoi sogni.

A tal scopo ti lascio questo video: Come nascono nuovi sogni da sognare.

Ora, dispiega le ali delle tua ragione e del tuo sentire, non limitarti a collezionare nozioni.

Impegnati quotidianamente a coltivare un pensiero autonomo che rifletta il tuo pensiero, la tua visione dell’esistenza, fondata su ciò che ti rende felice veramente e che vuoi rendere reale nella tua vita.

Se hai trovato utile questo articolo per iniziare il tuo viaggio interiore ti chiedo di condividerlo e se vuoi puoi continuare a seguirmi sul mio canale YouTube.

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