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Orientamento scolastico: come scegliere gli studi giusti per te

L’orientamento scolastico è uno strumento prezioso che gli allievi e le loro famiglie hanno a disposizione per compiere una scelta consapevole sul proprio futuro.

Gli insegnanti grazie alla loro esperienza hanno il compito di indicare il percorso più adeguato allo studente per realizzare le proprie passioni e le proprie abilità.

Hai finito la scuola dell’obbligo e ti trovi in difficoltà su quale scuola scegliere?

Sei un adulto e sei in cerca di una riqualificazione professionale e ti stai perdendo in una miriade di proposte formative?

Sei disoccupato e hai deciso di rimetterti in gioco grazie ad un corso professionale?

Continua la lettura di questo articolo ti sarà utile.

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Insegnare significa trasmettere amore per il sapere

Orientamento scolastico: il valore di una scelta consapevole

L’orientamento scolastico ha il compito di aiutare nella scelta chiunque voglia intraprendere un percorso scolastico, educativo e formativo per acquisire le necessarie competenze e valorizzare le proprie motivazioni.

Esistono diversi modi di orientare i discenti:

  • Per competenza fondato sulle attitudini che il soggetto dimostra di possedere.
  • Per indirizzo scolastico fondato sul tipo di scuola che risulta più idonea alle aspirazioni personali e professionali dell’allievo.
  • Professionale fondato sulle competenze professionali che il discente dimostra di voler approfondire. Questo tipo di orientamento vale sia per i ragazzi che devono scegliere la scuola superiore da frequentare che per gli adulti che decidono di riqualificarsi.
  • Universitario fondato sulla valutazione delle competenze e abilità acquisite e perfezionate durante la frequenza delle scuole superiori.

L’orientamento è indispensabile per fare scelte consapevoli ma deve fondarsi sull’alleanza formativa condivisa negli anni tra insegnanti, discenti e le loro famiglie.

Come ogni strumento l’orientamento scolastico può rivelarsi utilissimo quanto disastroso se non si fonda sulla relazione e collaborazione tra le parti in gioco.

Scegliere non è mai facile

“Il ribelle è profondamente innamorato della libertà, una libertà totale, niente di meno!

Certamente ha scelto il modo di vivere più pericoloso, pieno di responsabilità, ma di una gioia e una libertà enormi.

Il pellegrinaggio del ribelle è pieno di sorprese.

Non ha alcuna mappa, nessuna guida, per cui a ogni istante raggiunge un nuovo spazio, una nuova esperienza, la sua verità, la sua felicità, il suo amore” Osho – Vivere la libertà

Orientare una persona nella scelta di un percorso scolastico, professionale, formativo ed educativo,  non è mai facile. Si devono considerare innumerevoli fattori:

  1. Le reali capacità del discente
  2. Le sue passioni
  3. Cosa vuole fare nel suo futuro o comunque in che tipologia lavorativa  si vede proiettato

Non dimentichiamo mai che in età adolescenziale le idee cambiano costantemente e quello che si sceglie alla mattina spesso è già dimenticato alla sera.

Inoltre le famiglie, più o meno consapevolmente, esercitano delle pressini sui figli, pensando di indirizzarli al meglio con la convinzione che le scelte si possono cambiare strada facendo senza causare troppi danni.

Il problema è che spesso non si tiene conto quanto un insuccesso scolastico, una bocciatura e/o un conseguente abbandono scolastico, possano ledere la fiducia e l’autostima del ragazzo.

Orientamento scolastico: criteri valutativi

Esistono diverse forme di intelligenza che interagiscono tra loro e fanno di ogni educatore, come di ogni discente, un soggetto unico e irripetibile con esigenze didattiche diverse e difficilmente omologabili.

Per compiere scelte consapevoli ed efficaci è necessario valutare le diverse intelligenze del discente:

  1. Cognitiva
  2. Emotiva
  3. Creativa
  4. Relazionale e prosociale

L’insegnante che si rapporta quotidianamente con gli studenti ha il dovere di comprendere quali sono le caratteristiche intellettive dei propri discenti e orientarli in modo consapevole ad approfondire le competenze che gli sono più utili.

Inoltre un buon insegnante sa mediare, attraverso una comunicazione efficace, tra le aspirazioni del ragazzo e le esigenze dalla sua famiglia che purtroppo per motivi anche banali spesso non coincidono.

Scuola: una nuova visione

Voglio una scuola senza cattedre!

Mi piace pensare alla scuola come un laboratorio, un’immensa fucina di idee, competenze, saperi teorici e pratici che si intrecciano travalicando i confini delle singole aule e sezioni.

Mi piace pensare ad una scuola di tutti: discenti, docenti e famiglie, dove regna un reale clima di collaborazione e condivisione per il bene comune: l’apprendimento!

Tutti abbiamo delle competenze da trasmettere e da apprendere. Mai come oggi bisogna creare una nuova visione della scuola e di tutti gli ambienti in cui si è chiamati ad educare.

Una scuola aperta, consapevole, competente, in grado di sviluppare le diverse intelligenze dando spazio ai discenti e alle loro famiglie, creando percorsi di formazione mirati e personalizzati.

Le diverse competenze devono interagire tra loro, creando una nuova didattica basata sull’osservazione, la comprensione e l’esperienza, per favorire il raggiungimento dei propri obiettivi.

Orientamento scolastico: scuola e lavoro

Immagina quanto sia impensabile che i nostri giovani possano affrontare serenamente l’università o il mondo del lavoro grazie alla scuola così com’è organizzata oggi.

Purtroppo, basta guardare le statistiche sull’abbandono scolastico e universitario per comprendere quanto siamo in ritardo sulla ‘buona scuola’.

Per non parlare poi dell’inserimento nel mondo del lavoro. Sono decenni che i migliori cervelli fuggono all’estero per poter lavorare dignitosamente in base ai propri meriti.

La scuola deve superare ogni forma di omologazione

Si deve superare l’omologazione al basso che impera nelle nostre istituzioni educative.

I percorsi didattici impostati esclusivamente sull’eteroeducazione hanno fatto il loro tempo.

Ad oggi è fondamentale integrarli con percorsi formativi fondati sull’autoeducazione, sulla consapevolezza e sulla responsabilità del singolo, sia esso educatore, docente, discente, genitore.

Educare significa tirare fuori ciò che di speciale c’è in ognuno di noi, significa essere disposti a sporcarsi le mani fisicamente e metafisicamente e magari non temere di metterci la faccia.

Educare significa imparare a dire no, quando alcune proposte educative sono chiaramente inaccettabili e significa cambiare mestiere se non riesci più ad amare chi hai di fronte.

Insegnare non è un lavoro è una passione

Insegnare ed educare non è semplicemente un lavoro è una passione, è amore per il sapere, amore per le cose che trasmetti, è anche pazienza nell’interagire quotidianamente con le famiglie, i discenti, i colleghi.

Ovviamente non sempre tutti ti possono ‘piacere’ ma questo non importa e soprattutto non deve trapelare per non creare inutili quanto dannosi conflitti.

Ancora una volta è la passione per quello che si sta facendo che deve muovere i nostri passi per creare una scuola nuova che sappia educare, istruire e orientare i ragazzi.

Se questo articolo ti è piaciuto ti chiedo di condividerlo e di lasciarmi un tuo commento.

Se hai bisogno di un aiuto su come orientarti nella scelta della scuola più adatta a te, nella formazione professionale e nella scelta della facoltà universitaria, contattami direttamente sarò felicissima di conoscerti e di aiutarti.

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