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Perché meditare? Per vivere nella luce dell’amore incondizionato

Perché meditare? Se oggi mi facessero questa domanda risponderei senza esitazione con un’altra domanda: perché respirare? Per me la meditazione è come il respiro che mi mantiene in vita.

La meditazione mi ha permesso di iniziare il viaggio più bello della mia esistenza, un viaggio alla ricerca di me stessa.

Se vuoi partire per questa terra misteriosa, quanto meravigliosa, dove comprenderai il valore della consapevolezza, dell’amore incondizionato e della resa all’esistenza, ti invito a leggere queste mie parole che in tutta la loro semplicità ti indicano il sentiero della ricerca interiore.

perché meditare
Meditando visiti il luogo più bello al mondo: te stesso

Perché meditare

  1. Perché meditare?
  2. Perché la meditazione è considerata il primo passo sulla via della ricerca di sé?
  3. Perché sempre più spesso senti risuonare dentro di te tanti dubbi, infinite domande che si fanno di giorno in giorno più pressanti?

Per molto tempo ho avuto la sensazione di non appartenere al mondo in cui vivevo o meglio, sentivo che non appartenevo più a quel mondo.

Ti capita di provare all’improvviso questa sensazione nella pancia e di avere paura?

Portare consapevolezza dentro di sé, è il regalo più grande che puoi farti ma in certi momenti è difficile e il tempo in una giornata non basta mai.

Transitiamo per settimane da un impegno all’altro senza prenderci una pausa per noi stessi sino a quando giungiamo ad un punto di rottura. Così iniziamo a snocciolare buoni propositi: ‘Da domani cambio vita!’ ma il domani non arriva mai e la corsa frenica verso il futuro ricomincia inesorabilmente.

Come prima cosa: ascolta il tuo respiro

“Una sola domanda è importante: come posso accendere la mia candela interiore che è spenta? I miei occhi sono chiusi, come posso aprirli? Il mio sonno è profondo, come posso interromperlo? Come posso diventare una luce per me stesso?” Osho – Pioggia a ciel sereno

La meditazione inizia con un piccolo passo per portare consapevolezza in te. Prenderti del tempo da dedicare a te stesso, fai silenzio intorno e semplicemente siediti qualche minuto e ascolta il tuo respiro.

Poni le tue mani sulla pancia, nel chakra dell’Hara il centro energetico dell’emotività, della passione e senti muovere la pancia ad ogni inspirazione ed espirazione. Stai lì così, semplicemente ascoltando, osservando.

Facile vero? Prova … La prima volta che l’ho fatto sono andata in apnea, ricordo ancora l’esperienza, in realtà nello stesso momento in cui mi sono messa lì tranquilla per ascoltare il mio respiro ho smesso di respirare per qualche istante.

Ovviamente non mi è sembrato normale ma poi mi sono detta: respirare è un meccanismo naturale, è innato nell’uomo, com’è possibile che il solo ascoltare l’inspirazione che porta aria, vita e l’espirazione che la fa uscire, il lasciarsi andare, mi manda in panico?

La risposta fu semplice quanto sconcertante: respiravo come un coniglio! Il mio respiro era talmente superficiale e veloce che appena respiravo più profondamente sentivo una fitta dolorosa. E quindi cosa ho fatto? Ho smesso di respirare.

Ti stai chiedendo ancora perché meditare?

Per tornare a respirare profondamente così come facevi da bambino!

Con il respiro porti consapevolezza nel profondo del tuo cuore e grazie al tempo e alla pratica, metti distanza tra te, la paura e la sofferenza ed è così che avviene il miracolo della trasformazione di sé.

Quando hai un problema tendi a pensarci continuamente, rimugini per giorni interi e poi appena ti distrai un attimo arriva un’intuizione che improvvisamente ti fa vedere il problema sotto una luce diversa e magari la soluzione adesso ti appare così ovvia. Dimmi ti è familiare questa esperienza?

Da dove viene quell’intuizione che improvvisamente cambia la tua visione della realtà?

La risposta è così semplice da sembrare quasi banale: dalla capacità di mettere distanza. Ma cosa significa concretamente? Quando si è turbati ‘distrarre’ la mente è fondamentale per mettere distanza tra sé e il problema che ti assilla.

Da uno spazio interiore ferito, nascono reazioni distruttive che spesso si dimostrano autolesive più che soluzioni propositive e così reagisci alle frustrazione del momento: accusando, lottando, lamentandoti, giudicando, spesso ferocemente, te stesso e gli altri.

Ovviamente mettere distanza tra noi e la nostra mente non significa rinchiudersi in un clima interiore di isolamento che può produrre solo aridità emotiva ma significa portare consapevolezza nel momento presente, riconoscendo che tu non sei il problema, non sei la frustrazione che stai vivendo ma sei altro, decisamente molto altro.

Sei un essere speciale e unico con il compito di lasciare il mondo migliore di come l’hai trovato, grazie alle tue azioni consapevoli e alla tua capacità di amare incondizionatamente tutto ciò che è.

Meditare è portare consapevolezza nel presente

Perché meditare? Per creare la distanza necessaria per comprendere te stesso nella tua integrità, nel tuo corpo, nella tua mente, nel tuo cuore, nel tuo spirito.

  • Consapevolezza significa guardarsi dentro e osservare il momento presente così com’è.
  • Libertà significa vivere pienamente la propria esistenza senza lasciarsi condizionare da pensieri limitanti e autosabotanti.
  • Fiducia significa arrendersi alla vita senza lasciarsi condizionare da ciò che pensano o fanno le persone a noi vicine.

Per me meditare significa regalarmi un po’ di tempo seduta a gambe incrociate, con gli occhi chiusi, ascoltando il mio respiro. Significa scatenarmi in una meditazione attiva di Osho, significa perdermi con la certezza di ritrovarmi sempre e comunque.

Se vuoi approfondire le tematiche riguardanti la meditazione e la ricerca interiore puoi leggere questa Guida alla meditazione che ho scritto descrivendo la mia esperienza come meditatore e ricercatore.

E se non sei ancora convinto contattami per ulteriori informazioni sarò felicissima di esserti utile. Infine ti chiedo di condividere questo articolo e di lasciarmi un tuo commento. Inoltre puoi continuare a seguirmi sul mio canale YouTube.

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3 Commenti

  1. Moltissime le riflessioni sulla meditazione,su un viaggio interiore simile a quello versi Itaca: Itaca conta nella misura in cui ti ispira il viaggio che secondo Kavafis e’ tutto interiore,diverso da quello di Ulisse ma ricco di esperienze e conoscenze non di isole ma di zone oscure del nostro io illuminate da noi stessi e quanto più abbiamo il coraggio di scendere nell’abisso di questo io tanto più scopriamo le nostre positività, potenzialità presenti in ognuno di noi diverse ma presenti.Il viaggio a Capo Nord per vedere il sole a mezzanotte è il viaggio per vedere il sole che sta dentro di noi.

    1. Ciao Maria il viaggio interiore è uno dei temi che amo di più e di cui scrivo costantemente. Ultimamente mi soffermo spesso a riflettere sull’abisso descritto da Friedrich Nietzsche e a quanto sia entusiasmate gettare l’occhio in tale abisso e quanto sia meraviglioso quando l’abisso stesso sofferma anche solo per un attimo il suo sguardo nel nostro

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