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Ricerca di sé: nella vita è necessario perdersi per ritrovarsi

La ricerca di sé percorre strani sentieri che convergono in territori aspri da cui non si può più far ritorno: la consapevolezza e la responsabilità.

Prendere coscienza di sé richiede molto coraggio, implica l’accettazione che dovrai abbandonare alcuni sentieri, malgrado i tuoi innumerevoli sforzi, molte persone rimarranno indietro o ti tradiranno nel peggiore dei modi.

Il tuo cuore sembrerà spezzarsi ma all’improvviso, guardando la tua immagine riflessa allo specchio, tutto acquisterà senso e come in un mosaico comprenderai chi sei e amerai la terra in cui ti trovi a camminare.

Ti senti disorientato? Provi una vertigine che ti fa vacillare e tremare interiormente?

Hai la sensazione di essere intrappolato in un vortice che ti allontana sempre più da ciò che desideri, facendoti girare su te stesso, perdendo così tutti i tuoi punti di riferimento?

Non temere alle volte le cose migliori avvengono quando ti perdi.

Vediamo insieme come.

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Nel dubbio segui la tua scia luminosa

Ricerca di sé: lo specchio continua a riflettere quell’immagine ma tu non sai chi è

La ricerca di sé come ogni ricerca richiede alcune qualità:

  1. Curiosità
  2. Coraggio
  3. Determinazione

La capacità di orientamento non è mai stata una mia virtù e sin da bambina mi capitava, a causa della mia sconfinata curiosità, di perdermi e non ritrovare più quei punti di riferimento che mi facevano sentire al sicuro.

Improvvisamente scoppiavo in lacrime guardando il mondo intorno a me sino a riconoscere tra la folla il volto di mia mamma che sapeva sempre seguirmi con lo sguardo attento, quando andavo alla deriva seguendo i miei pensieri come fossero farfalle.

Non dimenticherò mai il sapore di quei momenti di smarrimento e la paura che improvvisamente mi mordeva nella pancia provocandomi un dolore nel profondo.

Da allora il pensiero di perdermi, di non essere più padrona di me stessa e di non riconoscere più i miei punti di riferimento mi fa paura, tanta, tanta paura.

Alla ricerca di te stesso

il primo passo nella ricerca di sé è quello di comprendere cosa significa concretamente il termine sé. Nel Dizionario delle scienze psicologiche di Luciano Mecacci edito da Zanichelli, il sé viene così definito:

“Nucleo centrale, creativo della personalità; l’insieme delle potenzialità di una persona, il cui sviluppo dipende dalla sua equilibrata interazione con le condizioni ambientali, sociali e culturali”

In una realtà in costante e rapido mutamento andare alla deriva è un attimo. Ti basta una distrazione, un momento di sconforto, una fragilità, un imprevisto e il tuo mondo si trasforma in un luogo ostile in cui diventa difficile orientarsi.

Il tuo sé nelle sue istanze consce e inconsce, è una dimensione dinamica, soggettiva, mutevole.

Il sé, in quanto multidimensionale è composto da diverse realtà:

  • Il corpo, la dimensione fisica del tuo essere.
  • La cognitività comprendente l’intelligenza, la creatività, la memoria, la capacità intuitiva ed ideativa.
  • L’emotività composta dalle tue emozioni, passioni, sentimenti.
  • La socialità, l’insieme eterogeneo e dinamico delle tue relazioni.

Cosa significa perdersi?

Perdersi significa:

  • Non comprendere più chi sei
  • Non capire più da dove vieni
  • Non sapere più dove vuoi andare

Inevitabilmente quando perdi te stesso, perdi i punti di riferimento ambientali, sociali e culturali che ti hanno sempre garantito una sensazione di sicurezza e competenza sociale.

Di conseguenza la perdita della tua identità sociale può essere talmente profonda che non riconosci più:

Alla volte però è necessario perdersi per ritrovarsi

“Il valore è l’oggetto intenzionale del sentimento come la realtà è l’oggetto intenzionale del conoscere” Nicola Abbagnano Dizionario di Filosofia

I valori che siano di natura cognitiva, emotiva, sociale, etica o morale, sono il fondamento di una vita conforme a ragione. Un valore si riconosce in tutto ciò che conferisce dignità e merito.

In questo senso le scelte valoriali sono garanzia di:

I valori quindi sono assoluti o relativi?

Vediamo insieme cosa si intende per valori assoluti e valori relativi.

  • Valori assoluti. Tali valori si pensano immutabili quindi universalmente validi. Un esempio di questo tipo di valori è il dogma che trova il suo stesso limite in sé, proprio per la sua impossibilità di cambiare.
  • Valori relativi. Tali valori rappresentano sempre una possibilità di scelta che per sua stessa natura non garantisce stabilità e continuità.

Alla ricerca di sé alla ricerca dei perché

Le scienze umane così come la criminologia, studio della criminogenesi e criminodinamica degli atti criminali, non può non tener conto degli aspetti filosofici che sono alla base dell’esistenza umana.

L’uomo ha bisogno di riconoscersi come appartenente al mondo, come soggetto attivo che necessariamente si deve confrontare con gli altri esseri umani.

Spesso questo confronto crea tensione e disorientamento, in special modo quando si vengono a scontrare mentalità, culture, usi e costumi differenti e tra loro distanti.

Inevitabilmente attraverso il processo di globalizzazione e ai conseguenti flussi migratori in costante movimento, i confini tra le nazioni si stanno sempre più avvicinando e confondendo, creando un crescente senso di disagio, accompagnato dalla paura, spesso strumentalizzata, di essere invasi e di non riuscire più a riconoscersi nel proprio territorio, nella propria cultura, nei propri usi e costumi, nelle proprie credenze.

Paura, sicurezza e prosocialità

In ambito criminologico entreremo sempre più in contatto diretto con forme di criminalità nuove e difficili da comprendere e gestire.

Oggi più che mai, si rende necessario, per chi si vuole occupare di criminologia uno sguardo prosociale che non può fare a meno di interrogarsi sui perché che spingono gli uomini in continuo conflitto tra loro, cercando nella dimensione valoriale un luogo di incontro e confronto per capire le motivazioni che ogni società umana mette in atto nel compiere atti violenti e criminali.

Se continueremo ad ignorare le motivazioni profonde che stanno alla base della criminalità non ci discosteremo di molto dal vecchio stereotipo che vede nei soldi, nel sesso e nel potere, le uniche motivazione a delinquere.

La società sta cambiando, così come sta cambiando la criminalità

Per questo motivo è necessario trovare nuove prospettive di analisi e ricerca per garantire:

Se vuoi comprendere il mondo che ti circonda devi partire da te stesso.  Se hai paura di come tutto sta cambiando attorno a te devi guardarti dentro e forse capirai che perdersi è un’opportunità per crescere e ritrovarsi più saggi.

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2 Commenti

  1. Grazie.
    Nella Divina Commedia Dante pone uno accanto all’altro i due verbi, “ritrovarsi … smarrirsi”, proprio all’inizio del suo cammino di ricerca di sé, evidenziando il legame profondo tra l’uno e l’altro: “… mi ritrovai per una selva oscura/che la diritta via era smarrita”.
    La ricerca per ritrovarsi comincia dalla consapevolezza del proprio smarrimento, del tempo e del luogo in cui ci si trova, delle sensazioni fastidiose e dolorose che si avvertono e che occorre considerare attentamente, senza fretta di liberarsi: lo fa Dante descrivendo le caratteristiche della selva, i suoi tentativi di venirne fuori, l’imprevisto aiuto che gli viene offerto.
    Come tu dici, a volte le cose migliori avvengono quando ci si perde.

    1. Grazie Tita le tue parole sono bellissime. Dante è sempre stato una guida nei miei studi e un costante modello di ispirazione. Perdersi e ritrovarsi è e resta, secondo me, l’unico modo per vivere pienamente propria ricerca interiore. Grazie ancora dal più profondo del cuore per le tue riflessioni.

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