ascolto protetto

Come valutare una testimonianza e definirne l’attendibilità

Valutare una testimonianza è fondamentale ai fini della giustizia per raggiungere una verità processuale autentica.

Ricorrendo a tecniche obiettive di ascolto del testimone, sia egli un adulto o un minore, è possibile giungere alla definizione e comprensione dei fatti in oggetto.

Vediamo insieme quali sono i principali criteri di valutazione della testimonianza per decidere sull’attendibilità di un testimone.

ascolto protetto
L’ascolto protetto del minore ha i suoi modi e tempi che non possono essere trascesi

Valutare una testimonianza è indispensabile per comprendere i fatti

La valutazione di una testimonianza è uno dei compiti più importanti e delicati che gli inquirenti devono svolgere.

Nel valutare una testimonianza è indispensabile comprendere l’attendibilità del testimone.

In merito ho scritto una guida sull’ascolto protetto del minore. 

L’attendibilità può variare a seconda dell’età, le esperienze individuali, le capacità cognitive, emotive, relazionali e sociali del testimone.

Ognuno di noi quando vive un evento stressante, ne cristallizza un’immagine mentale

Tale immagine viene automaticamente immagazzinata nella mente sotto forma di ricordo.

Nella valutazione di una testimonianza è necessario tener presente che la mente umana non può riprodurre fotograficamente un’esperienza vissuta in quanto ogni evento viene elaborato ed interiorizzato in modo soggettivo.

Quali sono i fattori per valutare l’attendibilità di un testimone?

I fattori che determinano l’attendibilità a testimoniare possono essere così definiti:

  • Empirici: ad esempio, l’effetto sorpresa, generato da un evento stressante improvviso, è caratterizzato da emozioni quali: stress, paura, angoscia, panico, terrore. Tali emozioni rendono difficile la corretta narrazione dei fatti a cui si è assistito.
  • Cognitivi: in sede dibattimentale è fondamentale valutare la capacità del teste di codificare e decodificare l’evento a cui ha assistito.
  • Emotivi: a tali fattori si fanno risalire gli stati emozionali pregressi all’evento stressante. Va considerato che emozioni come la paura e l’angoscia tendono a far perdere di lucidità il testimone.

Come valutare l’attendibilità a testimoniare

Per valutare l’attendibilità di un testimone è necessario verificarne le facoltà fisiche, in particolare le facoltà sensoriali come la vista e l’udito, le facoltà cognitive ed emotive.

Nell’analizzare obiettivamente il racconto è importante distinguere i dati di realtà dalle interpretazioni soggettive del testimone, in particolar modo se si tratta di un minore.

Analisi dei parametri cognitivi nella valutazione di un teste

Nella valutazione dell’attendibilità di un testimone vengono prese in considerazione le seguenti capacità percettive e cognitive:

  1. Codifica sensoriale.  Questo parametro è indispensabile per la valutazione oggettiva delle capacità sensoriali alla percezione. Ad esempio: vista ed udito.
  2. Decodifica cognitiva degli avvenimenti. La narrazione testimoniale deve risultare logicamente plausibile.
  3. Presenza e persistenza di tracce mnestiche nella memoria del soggetto di esperienze simili vissute in passato e che possono essere pregiudizievoli nel racconto dell’evento presente.

Memoria e capacità a testimoniare

La memoria è il luogo dove ognuno di noi raccoglie e cataloga le informazioni.

Immagina che vi siano tre contenitori diversi a seconda dei ricordi da immagazzinare.

Esiste una memoria a breve termine fondamentale nella gestione della quotidianità.

Una memoria a medio termine contenente i ricordi recenti che ci permettono di agire nel medio periodo della nostra vita.

Infine una memoria a lungo termine dove vengono conservati i nostri ricordi più preziosi.

Quali sono le principali capacità mnemoniche ai fini di una testimonianza?

Per valutare una testimonianza le principali capacità mnemoniche a cui fare riferimento possono essere così elencate:

1. Analisi e verifica dei meccanismi mnemonici del testimone

Tale verifica si compie attraverso la valutazione oggettiva della reale capacità di memorizzare del soggetto quando si trova in situazioni pesantemente stressanti.

2. Valutazione della linearità della narrazione durante la testimonianza

In ogni racconto veritiero sono sempre presenti imprecisioni e contraddizioni in modo particolare se la persona ha subito un evento stressante e traumatizzante.

3. Non esiste una narrazione ‘perfetta’

Ogni narrazione presenta delle imprecisioni e delle lacune.

In presenza di emozioni particolarmente perturbanti come la paura e la sorpresa, la testimonianza non può presentarsi lineare e ricca di particolari, salvo non si tratti di un ricordo costruito o condizionato.

4. Il fattore tempo è fondamentale nel raccogliere una testimonianza

La prima testimonianza viene raccolta ‘a caldo’ appena il fatto è avvenuto.

Tuttavia con il passare del tempo, possono emergere ulteriori particolari che d’acchito non si presentano prontamente alla memoria.

Inoltre possono emergere delle tracce mnestiche che non appartengono agli eventi ma sono il risultato di una ricostruzione ‘a freddo’ dell’evento stesso.

5. La continua ripetizione dei fatti

Ogni volta che tendiamo a riportare un evento a cui abbiamo assistito rischiamo di trasformare un ricordo genuino in una ricostruzione dei fatti interpretata a posteriori.

Nel valutare una testimonianza non dimentichiamoci mai che siamo tutti esseri umani, quindi fallibili

Nella valutazione di una testimonianza ricorda sempre che  ci troviamo davanti a delle persone, che siano vittime o responsabili di reato e che nel momento presente sono in uno stato di profonda fragilità.

Il testimone porta su di sé il peso dell’evento subito o a cui ha assistito.

Spesso, di fronte ad eventi particolarmente drammatici, crudeli e traumatici, l’opinione pubblica, istigata dai media, si scaglia ferocemente contro i colpevoli o presunti tali.

Le autorità hanno il compito, oltre che il dovere, di farsi garanti di giustizia e legalità.

Pertanto, da parte delle autorità nello svolgimento del lavoro investigativo e giudiziario, il senso di giustizia non deve mai venir meno, sia nei confronti delle vittime e delle loro famiglie che riguardo  gli indagati e i colpevoli.

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